Infettivologici

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1) VDRL e TPHA
VDRL (Veneral Disease Research Laboratory) e TPHA (Treponema pallidum Haemoagglutination Assay) sono due esami sierologici diversi, utilizzati per la diagnosi della medesima malattia: la Lue, meglio nota come sifilide. Più precisamente, VDRL e TPHA hanno un significato clinico diverso, e spesso vengono eseguiti congiuntamente.
TPHA presenta lo svantaggio di positivizzarsi verso la decima settimana di infezione rimanere positivo per tutta la vita, indipendentemente dalla terapia.                                                                                                                  
VDRL si positivizza tra l'ottavo ed il quindicesimo giorno dalla comparsa del sifiloma primario.                                                                                             
VDRL e TPHA: interpretazione dei risultati:

VLDRL negativo

Esclude la diagnosi di sifilide. In presenza di sospetti circa un recente contagio, ripetere dopo qualche settimana .

TPHA negativo

VLDRL positivo

Conferma il sospetto di sifilide , eseguire un test di conferma.

TPHA positivo

VLDRL positivo

In molti casi si tratta di una falsa positività. In presenza di sospetti circa un recente contagio, ripetere dopo un paio di settimane per dare tempo alla TPHA di positivizzarsi, quindi eseguire un test di conferma.

TPHA negatio

VLDRL negativo

Si è probabilmente di fronte ad un caso di sifilide trattato con successo in passato, o più raramente in fase latente. Eseguire test di conferma per escludere i casi di falsa positività.

TPHA positivo

I soggetti positivi ai test di screening VDRL e TPHA devono essere sottoposti ad un test di conferma e ad una valutazione quantitativa dei livelli anticorpali, con il triplice scopo di ottenere la certezza diagnostica, valutare il grado di attività della malattia e porre le basi per il monitoraggio dell'efficacia terapeutica.

 2) EPATITE  B- C
L’epatite virale  è un’infiammazione del fegato  provocata  dai virus dell’epatite , compromettendo la sua capacità di funzionare.
Il fegato demolisce i rifiuti prodotti nel sangue: quando il fegato si infiamma non è in grado di svolgere un buon lavoro e di sbarazzarsi quindi di questi rifiuti. Una sostanza di scarto  chiamata bilirubina comincia ad accumularsi nel sangue e nei tessuti dal momento in cui il fegato non funziona più correttamente; la bilirubina è ciò che rende la pelle di una persona colpita da epatite di un colore giallo-arancio (ittero). La bilirubina e le altre sostanze di scarto possono anche causare prurito, nausea, febbre e dolori muscolari.
Ci sono due tipi principali di epatite:
1) epatite acuta(di breve durata),
2) l’epatite cronica(della durata di almeno sei mesi).

3)Toxoplasmosi
l Toxoplasma gondii è una specie di protista parassitario che vive nei gatti e in altri animali a sangue caldo e può causare latoxoplasmosi nell'uomo.
Il toxoplasma gondii è un protozoo appartenente al gruppo degli APICOMPLEXA e come tale dotato di un complesso apicale molto sviluppato. Attraverso questa specie di trapano, chiamato conoide, il toxoplasma si apre un varco nella membrana cellulare e penetra all'interno della cellula dove si riproduce nutrendosi del citoplasma.
L'ospite definitivo di questo PARASSITA è il gatto (in cui si svolge la riproduzione sessuata), mentre l'ospite intermedio può essere rappresentato da molti altri animali a sangue caldo come uccelli, mosche, vermi o l'essere umano. Nell'uomo il toxoplasma è responsabile della toxoplasmosi, una malattia subdola che può causare aborti o ritardi mentali al feto.
Il gatto emette con le feci le cisti del parassita che vanno poi ad infettare gli organismi che prendono contatto con gli escrementi infetti. Il parassita entra così, tanto per citare un esempio, all'interno di un lombrico che a sua volta trasmette la toxoplasmosi ad un passero, successivamente catturato e mangiato da un gatto sano.
Se questo gatto contrae rapporti con una donna in gravidanza è possibile che la signora venga colpita da toxoplasmosi. Se la donna viene infettata la toxoplasmosi si trasmette al feto causando aborto (se il contagio avviene nei primi tre mesi di gravidanza) o ritardo mentale, anche grave, se il contagio avviene in un periodo successivo.
Esiste anche la possibilità che le feci del gatto vengano deposte vicino ad erba o ad ortaggi destinati ad uso zootecnico. Se una mucca mangia tali alimenti contaminati il parassita può trovarsi nelle carni macellate e contagiare l'uomo (in molte aree del mondo il 10-30% delle carni di maiale, di ovini e di agnello contengono cisti di toxoplasma; molto meno frequente la presenza del parassita nelle carni di bue). Infine, anche se tale evenienza è rarissima, è possibile contrarre la malattia attraverso trasfusione di sangue e/o trapianti d'organo
Fortunatamente il sistema immunitario umano è in grado di difendersi dall'infezione; inoltre il parassita viene eliminato dalla cottura dei cibi.
Se il soggetto che contrae una toxoplasmosi ha un sistema immunitario efficiente rimane protetto per tutto l'arco della vita, dato che il suo organismo produce anticorpi e linfociti specifici per la malattia.
Purtroppo in particolari condizioni il sistema immunitario umano può andare in crisi e diventare inefficace nel contrastare questo pericoloso parassita. E' il caso, ad esempio, dei pazienti immunodepressi perché positivi all'HIV e come tali suscettibili a frequenti ricadute e complicanze.
L’agente eziologico dell’epatite B è il virus HBV, appartenente alla famiglia degli Hepadnaviridae, ed è uno dei virus più infettivi al mondo; si trasmette tramite sangue infetto o tramite rapporti sessuali non protetti La corretta diagnosi di epatite B può però essere fatta solamente mediante dosaggio dei marker virali specifici attraverso un esame del sangue. L’epatite C è causata dal virus HCV facente parte della famiglia dei Flaviviridae, agente meno infettivo tuttavia molto resistente, la cui diffusione avviene soprattutto per via ematica e non per via sessuale come comunemente si crede. La trasmissione per via sessuale avviene solo in presenza di cicli mestruali o di patologie a carico del sistema urogenitale a causa dei quali si ha scambio di sangue infetto.                                                                                                           
Una volta penetrato nel fegato il virus causa una epatite acuta che però, nella maggior parte dei casi, è asintomatica. Ciò fa sì che la malattia possa divenire cronica (nell’80% dei casi) senza che il paziente se ne accorga, né possa quindi curarla precocemente.

4) HIV
Il virus dell'immunodeficienza umana (HIV, acronimo dall'inglese Human Immunodeficiency Virus) è il virus responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).
È un retrovirus del genere lentivirus, caratterizzato cioè dal dare origine a infezioni croniche, che sono scarsamente sensibili alla risposta immunitaria ed evolvono lentamente ma progressivamente e che, se non trattate, possono avere un esito fatale. In base alle conoscenze attuali, HIV è suddiviso in due ceppi: HIV-1 e HIV-2. Il primo dei due è prevalentemente localizzato in Europa, America e Africa centrale. HIV-2, invece, si trova per lo più in Africa occidentale e Asia e determina una sindrome clinicamente più moderata rispetto al ceppo precedente.

5) CITOMEGALOVIRUS
Il Citomegalovirus (Cmv) è un virus, appartenente alla famiglia degli Herpesvirus. Il virus è molto comune e può infettare chiunque. Una volta contratta l’infezione, il virus rimane latente all’interno dell’organismo per tutta la vita, ma può riattivarsi in caso di indebolimento del sistema immunitario.
Le infezioni da Cmv sono nella maggior parte degli individui asintomatiche, perché un buon sistema immunitario è in grado di tenerle sotto controllo, ma negli individui immunodepressi possono causare gravi complicanze, in particolare a occhi, fegato, sistema gastrointestinale e sistema nervoso.
 L’aspetto più importante legato al Cmv, dal punto di vista medico, è rappresentato dalle infezioni congenite. Un’infezione contratta durante la gravidanza e trasmessa al feto può infatti arrecare al bambino danni permanenti anche gravi.
L’uomo è l’unico serbatoio di infezione del Cmv, la cui trasmissione avviene da persona a persona tramite i fluidi del corpo, tra cui sangue, saliva, urina, liquidi seminali, secrezioni vaginali e latte. Il contagio può avvenire per contatto persona-persona (per esempio tramite rapporti sessuali, baci sulla bocca, contatto della bocca con mani sporche di urina o saliva), per trasmissione madre-feto durante la gravidanza o madre-figlio durante l’allattamento, per trasfusioni e trapianti di organi infetti.
Il virus può essere eliminato dall’organismo infetto anche per mesi o anni dopo la prima infezione, specialmente nei bambini piccoli. I bambini possono addirittura diffonderlo per 5-6 anni dopo la nascita.
La maggior parte degli individui sani, adulti o bambini, che contraggono la malattia non manifesta sintomi e non si accorge dell’infezione, mentre alcuni soggetti sviluppano una forma leggera della malattia con febbre, mal di gola, affaticamento e ingrossamento dei linfonodi.

6) Rosolia
è una malattia virale infettiva, con diffusione mondiale. La fase prodromica è caratterizzata da una febbre di bassa intensità, seguita da ingrossamento delle linfoghiandole, e da una eruzione cutanea maculare o maculo papulare.
In età infantile è una malattia senza complicanze gravi ma se è contratta durante la gravidanza le conseguenze per il nascituro possono essere disastrose; si possono avere infatti sordità, difetti cardiaci congeniti, ritardo mentale, cataratta.
 
 



 


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