Coltura Blastocisti

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Coltura prolungata degli embrioni fino allo stadio di Blastocisti


La coltura in vitro degli embrioni fino allo stadio di blastocisti è una opzione terapeutica che in molti casi può migliorare i risultati clinici nella cura della sterilità.

Blastocisti

La produzione recente di nuovi terreni di coltura sequenziali che incontrano con più efficacia le necessità metaboliche degli embrioni umani, ha permesso di estendere con sempre più efficacia il periodo di coltura in vitro degli embrioni fino allo stadio di blastocisti.
Lo sviluppo delle blastocisti è anche influenzato da fattori intrinseci, come la qualità del liquido seminale, l’età e l’eziologia della paziente, ma in molti casi può risultare la strategia vincente nella cura di molte forme di sterilità.
L’embrione umano, nei primi giorni di sviluppo, modifica il suo aspetto morfologico in modo sostanziale: dallo stadio di zigote, che corrisponde alla cellula uovo fecondata, si passa alla fase di pre-embrione in divisione fino ad arrivare allo stadio di 7-8 cellule in cui si attiva il DNA vero e proprio dell’embrione. Generalmente in 5° giornata, l’embrione raggiunge lo stadio di blastocisti: esso è formato da circa 100/200 cellule e caratterizzato da una cavità detta blastocele racchiusa da uno strato di cellule più esterno chiamato trofoectoderma, in cui si affaccia il bottone primordiale (inner cell mass).

Nel trattamento della sterilità, non tutti gli embrioni prodotti in vitro sono in grado di dare origine ad una gravidanza e la coltura fino allo stadio di blastocisti permette di individuare quelli con maggiore potenzialità di impianto. Inoltre, la blastocisti trasferita in utero incontra l’endometrio in fase ottimale per l’impianto, riflettendo del resto ciò che avviene in natura.
Dalla letteratura e dai nostri dati si evince che in transfer di blastocisti di buona qualità morfologica e biologica aumenta considerevolmente il tasso di impianto e quindi di gravidanza fino al 50% per tentativo. Contemporaneamente, trasferendo non più di 2 blastocisti, si riducono notevolmente le percentuali di gravidanze multiple.


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